Diritto di famiglia
Cyberbullismo a scuola: come aiutare tuo figlio
4 giugno 2026
Il cyberbullismo non lascia lividi visibili, e proprio per questo è insidioso. Colpisce bambini e adolescenti attraverso chat di classe, social e videogiochi online, e spesso i genitori se ne accorgono tardi, quando il disagio del figlio è già profondo. Imparare a riconoscere i segnali è il primo modo per proteggerlo.
I campanelli d’allarme sono spesso indiretti: isolamento improvviso, calo del rendimento scolastico, rifiuto di andare a scuola, ansia, e un rapporto conflittuale o evitante con il telefono. Di fronte a questi segnali è importante non minimizzare (“sono ragazzate”) né, all’opposto, reagire in modo impulsivo togliendo semplicemente il dispositivo: il dialogo e l’osservazione vengono prima.
Sul piano pratico e legale, il primo interlocutore è la scuola, che ha precisi doveri in materia: il regolamento d’istituto e la normativa specifica sul cyberbullismo (legge 71/2017) prevedono procedure di segnalazione e intervento. In parallelo, conviene documentare i messaggi e i contenuti offensivi e, quando emergono minacce, diffamazione o fatti più gravi, valutare la denuncia. È bene sapere che, in determinate situazioni, i genitori dei minori responsabili possono essere chiamati a rispondere civilmente dei danni.
Un avvocato può affiancare la famiglia per inviare diffide, tutelare la privacy e la reputazione del minore coinvolto e, se le molestie proseguono, agire nelle sedi opportune. Lo Studio Aliventi assiste le famiglie del territorio con un approccio concreto e discreto, mettendo al centro il benessere del ragazzo.
