Diritto commerciale
Airbnb e locazioni brevi: regole, condominio e vicini
23 aprile 2026
Affittare un appartamento ai turisti può essere un’ottima fonte di reddito, ma quando il via-vai di ospiti si svolge in un condominio, il confine tra opportunità e conflitto è sottile. Da un lato il proprietario che vuole valorizzare l’immobile, dall’altro i vicini che lamentano rumori e andirivieni: due esigenze legittime che spesso si scontrano.
Sul piano della legittimità, affittare per brevi periodi è in linea di principio consentito, ma non è mai del tutto “libero”. Vanno verificati il regolamento di condominio (che in alcuni casi può limitare o vietare certe attività, se di natura contrattuale), le eventuali autorizzazioni e adempimenti comunali per le locazioni turistiche, e perfino le clausole del contratto di mutuo o di un’eventuale locazione principale. Comuni come Foligno possono prevedere regole specifiche: meglio informarsi prima di pubblicare l’annuncio.
Dal lato dei vicini, i disagi più frequenti sono rumori, uso improprio delle parti comuni e la rotazione continua di persone estranee. Il singolo condomino può chiedere il rispetto del regolamento e delle delibere assembleari; l’amministratore può intervenire con diffide; nei casi più gravi si può agire in giudizio per far cessare l’abuso. Spesso, però, una soluzione negoziata — orari, regole d’uso, comunicazione preventiva — evita di arrivare allo scontro.
Lo Studio Aliventi assiste proprietari, inquilini e condòmini su contratti, contenziosi condominiali e locazioni, aiutando a impostare l’attività in modo corretto e a prevenire le liti prima che degenerino.
