Infortunistica
Danno biologico dopo un sinistro: come si calcola
20 novembre 2025
Dopo un incidente, l’attenzione si concentra quasi sempre sui danni al veicolo. Ma quando ci sono lesioni alla persona, la voce economicamente più importante è un’altra: il danno biologico. Capire come si calcola aiuta a non accettare offerte inferiori al dovuto.
Conviene partire da una distinzione. Il danno patrimoniale riguarda le perdite economiche concrete: spese mediche, costi di cura, mancato guadagno per i giorni di assenza dal lavoro (lucro cessante). Il danno non patrimoniale, invece, comprende il danno biologico vero e proprio — la lesione dell’integrità psico-fisica — nelle sue componenti temporanea e permanente, oltre, quando previsto, al danno morale e alla compromissione della vita di relazione.
La quantificazione del danno biologico non si fa “a sensazione”. Passa da una valutazione medico-legale che stabilisce la percentuale di invalidità permanente e la durata dell’invalidità temporanea, e poi dall’applicazione di tabelle di riferimento (le tabelle delle micropermanenti per le lesioni di lieve entità, altre tabelle per quelle più gravi). Età della persona e gravità della lesione incidono sull’importo finale.
Qui si annida il rischio principale: le compagnie assicurative propongono spesso offerte rapide, che possono rivelarsi inferiori al risarcimento spettante. Accettare troppo presto, prima che il quadro clinico si sia stabilizzato, può precludere il riconoscimento di postumi che emergono solo col tempo. Per questo è prudente farsi assistere e, quando serve, affidarsi a una consulenza medico-legale di parte.
Lo Studio Aliventi segue i sinistri stradali in Umbria dal primo reclamo all’assicurazione fino all’eventuale giudizio, anche nei casi che coinvolgono il Fondo di garanzia per le vittime della strada, con l’obiettivo del risarcimento integrale del danno alla persona.
