Consulenza legale
Truffe online e falso SMS della banca: cosa fare subito
12 febbraio 2026
“Gentile cliente, il suo conto è stato bloccato: clicchi qui per sbloccarlo.” Bastano poche parole, costruite per generare panico, perché anche persone attente finiscano nella rete dei truffatori. Le frodi online oggi sono curate, credibili e velocissime: sapere cosa fare nei primi minuti è ciò che fa davvero la differenza.
Le truffe più comuni passano da SMS, WhatsApp o email che imitano la banca, le Poste, l’Agenzia delle Entrate o un corriere. Il messaggio crea un senso di urgenza (“conto bloccato”, “pacco fermo in dogana”, “rimborso da riscuotere”) e spinge a cliccare un link o a installare un’app di controllo remoto. In alcuni casi arriva persino una telefonata da un finto operatore che, conoscendo qualche tuo dato, ti guida passo passo verso il bonifico fatale.
Se ti accorgi di aver inserito le credenziali o autorizzato un’operazione, agisci immediatamente: chiama la banca usando il numero ufficiale stampato sul retro della carta — mai quello indicato nel messaggio sospetto — per bloccare carte e conto; cambia le password; fai screenshot di messaggi, numeri e ricevute; e presenta denuncia alle forze dell’ordine. La rapidità può consentire il blocco o lo storno del bonifico prima che il denaro sparisca.
Sul piano del rimborso, la situazione è più sfumata di quanto si creda. In diversi casi la banca può essere tenuta a rimborsare le operazioni non autorizzate, soprattutto quando il cliente ha agito in buona fede e l’istituto non ha adottato adeguati sistemi di sicurezza. Molto dipende dalle circostanze concrete e dal comportamento tenuto: per questo conviene una valutazione legale prima di accettare un “no” come definitivo.
Un’ultima cosa: non vergognarti. Cadere in queste trappole non è sinonimo di ingenuità, perché sono studiate proprio per ingannare chiunque. Lo Studio Legale Aliventi a Foligno assiste le vittime di truffe informatiche nelle denunce, nei reclami verso le banche e nelle azioni per recuperare il danno quando la legge lo consente.
